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La "chatbot" cinese, ovvero il software , denominato DeepSeek, che permette di utilizzare l'intelligenza artificiale è vietato per gli utenti italiani, perchè, fra l'altro vieta, la normativa europea sul regolamento generale sulla protezione dei dati(GDPR): lo ha deciso, su richiesta di "Altroconsumo", il Garante della Privacy che ha anche aperto un'istruttoria.
L'organizzazione a tutela dei consumatori, aveva sottolineato diversi problemi: i dati personali degli utenti europei sono trasferiti in Cina senza adeguate garanzie; è da ricordare che la legge cinese consente l'accesso statale ai dati senza garanzie di trasparenza o proporzionalità. L'informativa sulla privacy pubblicata sul sito ufficiale rivela molteplici violazioni delle normative europee e nazionali sulla protezione dei dati e ci sono dettagli insufficienti su conservazione dei dati, diritti degli utenti e categorie di dati. Questo fa sì che non sia chiaro come i dati siano utilizzati e se lo sono anche per profilazione e decisioni automatizzate; inoltre, non ci sono procedure certe per l'esercizio dei diritti degli interessati. Infine, la app non fa alcuna verifica dell'età dell'iscritto e quindi non ci sono dettagli sul trattamento dei dati dei minori che meritano ancora più tutele. Per tutte queste problematiche, "Altroconsumo" aveva chiesto al Garante di limitare il trattamento dei dati degli utenti italiani fino a quando questi problemi non fossero stati risolti.
E' auspicabile, più in generale, che interventi come questo possano avere una portata generale di fronte alle forti evoluzioni che stanno investendo questo mercato e che, per molti aspetti, accelereranno nel prossimo futuro.
Al via a Roma l'AI Hub per lo Sviluppo Sostenibile in Africa, la piattaforma nata nell'ambito della Presidenza italiana del G7 su impulso del Mimit e del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), in collaborazione con i partner africani coinvolti nel Piano Mattei.
Dopo più di due decenni di attività, Skype ha cessato il servizio il 5 maggio scorso. La dismissione, annunciata da Microsoft nel febbraio precedente, rientra in una strategia di razionalizzazione delle proprie piattaforme, con l'accentramento delle funzionalità di comunicazione su Microsoft Teams. Gli utenti hanno la possibilità di trasferire contatti e cronologia chat verso Teams.
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