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Energia Made in Italy: caro-bollette, il governo cerca di correre ai ripari- Servono interventi strutturali- Intervista con Meri Lolini sui benefici delle energie rinnovabili

03 marzo 2025

Negli ultimi sei mesi, il prezzo del gas è salito da circa 35 euro al megawattora al picco di 58 euro del 10 febbraio, per poi cominciare una lenta discesa. Di conseguenza le bollette della luce e del gas sono aumentate. Secondo le stime di Facile.it, per una famiglia tipo la maggiore spesa nel 2025 nel mercato libero con contratto a tariffe variabili sarebbe di circa 350 euro. Di qui l'intervento del governo: tre miliardi, concentrati in tre mesi, suddivisi più o meno a metà tra famiglie e imprese. E' una prima risposta ma non la soluzione definitiva che dovrebbe passare attraverso l'aumento della concorrenza nel mercato delle concessioni idroelettriche e della rete di distribuzione, nonche' il rilancio del nucleare anche se non e' una soluzione immediata. Mentre interventi rapidi potrebbero essere adottati per incrementare le energie rinnovabili che servono a ridurre la dipendenza dal gas e dal petrolio e con costi inferiori.

Sui "benefici" delle energie rinnovabili abbiamo intervistato Meri Lolini, toscana, vive a Firenze,  esperta in tecnica della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro; per anni si e' occupata del dosaggio dei microinquinanti organici sia in matrici alimentari sia ambientali. 

Qual è lo "stato" delle fonti green in Italia e delle tecnologie per accrescerne il loro potenziale?

E' necessario di pensare alle fonti di energie alternative ed a questo proposito, sarebbe opportuno avviare dei nuovi studi e prendere in esame delle tecniche già in uso, ma ancora non utilizzate al meglio. Al momento più di un terzo dell'energia elettrica prodotta arriva da fonti green: l'idroelettrico domina da sempre, seguono il solare fotovoltaico, le bioenergie, l'eolico e il geotermico. Nel complesso, l'Italia è il terzo produttore di energie rinnovabili in Europa. 

Ad oggi nella sola  Toscana sono presenti 33 centrali geotermiche di Enel Green Power S.p.A. ed in totale ci sono 36 gruppi produttivi. Le centrali sono ubicate nelle quattro Aree Geotermiche (AGE) di Larderello, Radicondoli, Lago e Piancastagnaio afferenti alle province di Pisa, Siena e Grosseto. L'energia geotermica già dalla prima metà del 800 era impiegata ed a questo proposito ricordo che Francesco Larderel era già proprietario di un impianto per la produzione di acido borico e procedeva ad estrarlo dalle acque circolanti nel sottosuolo della zona, sfruttando il calore proveniente dalle acque stesse per farle evaporare. A Larderello (Pisa) fu costruito il primo impianto geotermico al mondo: grazie agli esperimenti di Piero Ginori-Conti così già nel 1908 gli impianti e la città di Larderello erano illuminati con l'energia geotermoelettrica.

 Che cos'è la digestione anaerobica adoperata, in particolare, da aziende agricole?

Un'altra tecnologia ampiamente adoperata dalle aziende agricole italiane è quella inerente la digestione anaerobica ( in assenza di ossigeno). Tale tecnologia è divenuta indispensabile per la produzione sia di energia rinnovabile (biogas e biometano) che di materia organica naturale (digestato) in grado di ridurre l'impiego dei fertilizzanti di sintesi chimica, le emissioni di ammoniaca e dei gas ad effetto serra. Ad esempio, il digestato permette di diminuire di circa 840 kg CO2 eq. per ettaro le emissioni climalteranti e di incrementare la sostanza organica nel suolo da 0.5 a 1 tonnellata per ettaro ad anno di carbonio.

Tramite l'impianti di compostaggio si ha la produzione sia di Biogas che di Ammendante. Le tipologie di rifiuti che vengono indirizzate all'impianto di compostaggio sono: Rifiuti Urbani Biodegrabili (RUB) dopo la raccolta differenziata; Verde come potature e scarti; dell'agricoltura; Fanghi di depurazione; Scarti come sottoprodotti animali e dell'industria alimentare. Sottoponendo questi rifiuti al processo di compostaggio, abbiamo una diminuzione del volume di rifiuto da destinare alla discarica ed alla produzione di ammendante, che verrà classificato con caratterizzazione chimica  in due possibili classi: AMMENDANTE COMPOSTATO VERDE ( ACV) dove sono ammessi anche rifiuti organici come scarti di manutenzione del verde ornamentale, le alghe spiaggiate le sanse vergini;  AMMENDANTE COMPOSTATO MISTO   ( ACM ) dove sono ammessi rifiuti organici di provenienza urbana, rifiuti di origine animale ed anche i liquami zootecnici , rifiuti della lavorazione del legno e dell'industria tessile.

 Dai rifiuti si possono ricavare "compost e "biogas": quali rischi per l'ambiente?

Il processo di biostabilizzazione del rifiuto porta alla produzione di un prodotto stabile dal punto di vista biologico, attraverso un processo di biossidazione  della componente organica in un sistema impiantistico nel quale si effettua un pre-trattamento meccanico volto a separare la cosiddetta frazione "secca" (sovvallo) dalla frazione "umida " (sottovallo),dove si concentra il materiale organico . Questa viene sottoposta ad una stabilizzazione attraverso processi ossidativi da parte di microrganismi , mediante rivoltamento periodico , aerazione e bagnatura della massa, allo scopo di ottenere un prodotto il più possibile stabile dal punto di vista organico  (ossia perdita della fermentescibilità) . In alcuni casi il prodotto viene sottoposto anche un eventuale trattamento post meccanico.La biostabilizzazione può effettuata sia in presenza di ossigeno, che in assenza di ossigeno ed avremo così due tipologie di digestioni:Digestione aerobica e Digestione anareobica, in entrambe si ha la degradazione della sostanza organica da parte di microrganismi.

 La digestione aerobica viene praticata nella produzione del compost , mentre con la digestione anaerobica si ha la produzione del BIOGAS .Questa ha un contenuto di metano che oscilla tra il 50 ed il 60 %. Questo avviene in impianti dotati di reattori chiusi nei quali in assenza di ossigeno la sostanza organica contenuta nel rifiuto si trasforma in biogas dando luogo ad una fase surnatante ed una fase di "digestato" semistabilizzato, che viene avviata al compostaggio con digestione aerobica. I due sistemi vengono scelti dopo valutazioni di tipo chimico fisico, al fine di ottenere una maggiore resa dal trattamento. L'integrazione dei sistemi sia aerobico che anareobico comporta notevoli vantaggi come una maggiore produzione di biogas , un maggior controllo dell'inquinamento olfattivo , una maggiore compattezza della struttura impiantistica ed una minore produzione di anidride carbonica in atmosfera. Sempre con l'obiettivo di arrivare ad una autonomia energetica è possibile prendere in considerazione altre forme tecnologiche ed impiantistiche prendendo in esame gli studi sia già effettuati che in essere.

 

 

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