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G7 industria a Roma: innovazione tecnologica con responsabilità . Ruolo PMI. Cooperazione con l'Africa. Urso ‘’nuova centralità alla politica industriale’’. Bilaterale Italia-Usa su semiconduttori e farmaceutica

10 ottobre 2024

In tre sezioni di lavoro i ministri dell'Industria e della Tecnologia del G7 riuniti Roma  con la presidenza dell'Italia, rappresentata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno affrontato e dato risposte  condivise ai temi connessi con la competitivita' industriale,  'innovazione digitale e la trasformazione digitale sostenibile. Al centro anche lo sviluppo digitale in Africa, con contributi da Egitto, India, Kenya, Sudafrica, Corea del Sud, Paesi Bassi e Tunisia, sottolineando l'urgente necessità di accelerare i progressi verso il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

"La politica industriale, ne siamo siamo tutti consapevoli, ha assunto una rinnovata centralità a livello di G7, all'interno dei nostri rispettivi paesi e, per quanto ci riguarda, dell'Unione europea", ha detto  Urso, aprendo i lavori della seconda riunione ministeriale G7.

La politica industriale, dunque,  come strumento per rispondere a una nuova era di sfide globali in settori critici, partendo dai semiconduttori per poi applicare il metodo di lavoro, ovvero  "sviluppare assieme progettualita' di ricerca industriale pre-competitiva"- ha detto il ministro Urso-  anche nel campo delle materie prime critiche, tecnologie green e automotive.

Fondamentale diventa  portare avanti la ricerca congiunta sui "Chips" affinché siano più efficienti dal punto di vista energetico e con una manifattura più sostenibile nell'uso di risorse naturali ed elaborare criteri comuni affinché i semiconduttori siano prodotti in luoghi e in modalità affidabili. Utile, inoltre, stabilire un meccanismo di scambio di informazioni in caso di crisi, come accaduto durante la pandemia.

"Partiamo dai semiconduttori – ha sottolineato Urso - per poi affrontare anche quello che riguarda le materie prime critiche e le tecnologie green. Questo metodo ci porterà anche ad affrontare ciò che interessa il cuore del sistema industriale che è quello dell'automotive su cui il confronto è aperto".

L'intelligenza artificiale non lasci indietro le PMI

Chiara l'indicazione dell'Italia, il cui sistema produttivo e' fondato su piccole e medie imprese, nel confronto con i rappresentanti dei Paesi G7: che hanno espresso condivisione:  adottare l'intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti per rendere più competitivi i processi industriali nelle micro, piccole e medie imprese, valutandone al contempo i rischi e le opportunità. "Non possiamo correre il rischio – ha sottolineato Urso - che l'accelerazione tecnologica in atto lasci indietro le micro, piccole e medie imprese".

Collegato da remoto è intervenuto anche il ministro dell'Innovazione, Scienza e Industria canadese, François-Philippe Champagne, che ha sottolineato come l'IA rappresenti un cambiamento epocale trasformativo per tutti i settori che però non offre solo opportunità ma anche rischi significativi. Per questo, ha ribadito, serve una intelligenza artificiale responsabile, da usare in modo sicuro.

Secondo il Segretario al Commercio Usa, Gina Raimondo, è necessario creare standard di sicurezza nel campo dell'IA scrivendo norme in collaborazione con i Paesi che condividono gli stessi valori. Di prima rivoluzione industriale nella storia determinata da una tecnologia prevalentemente in mani private ha parlato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, sottolineando l'importanza della regolamentazione dell'Intelligenza artificiale.

Il vertice è stato anche l'occasione per presentare il Rapporto della presidenza italiana G7 che contribuisce a comprendere come l'Intelligenza Artificiale possa essere utilizzata al meglio da micro, piccole e medie imprese per ottimizzare i processi aziendali, analizzando anche i possibili ostacoli e i rischi correlati.

Quello che emerge dal documento è la necessità di mettere in campo sforzi sinergici significativi, investimenti pubblici e privati, impegno nel campo della ricerca e formazione. Il report contiene una serie di raccomandazioni, sviluppate grazie al contributo dei vari paesi membri e del TECH 7, volte a fornire indicazioni agli stakeholder privati e ai policy makers su quali azioni, strategie e politiche possano essere adottate per favorire la diffusione dell'IA fra le PMI.  Questi temi saranno oggetto di approfondimento in occasione dell'appuntamento in programma a San Francisco il prossimo novembre presso l'incubatore del governo italiano Innovit.

Collaborazione con l'Africa per l'IA nei processi produttivi

Rafforzare la cooperazione tra i Paesi G7 e l'Africa per integrare sempre più l'IA nei processi produttivi, sostenendo iniziative d'impresa nel continente attraverso l'AI Hub per lo Sviluppo Sostenibile, progetto della presidenza italiana in linea con i principi cardine del Piano Mattei. E' stato l'argomento  della prima sessione della ministeriale del G7 sull'Industria e l'Innovazione Tecnologica dedicata allo sviluppo digitale e al rafforzamento delle catene del valore con l'Africa.

In questi mesi, la Presidenza italiana del G7 e il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) hanno portato avanti il progetto per il lancio dell'AI Hub per lo Sviluppo Sostenibile, un'iniziativa pionieristica che mira a rafforzare gli ecosistemi locali di Intelligenza Artificiale nei Paesi africani in settori chiave come agricoltura, sanità, infrastrutture, istruzione, formazione, acqua ed energia, in linea con il "Piano Mattei" elaborato dal Governo italiano. Tra gli obiettivi dell'Hub, la promozione di partnership strategiche volte a stimolare l'innovazione e rafforzando gli ecosistemi locali di IA per creare nuove opportunità di crescita industriale, progresso tecnologico e sviluppo sociale. "L'AI Hub per lo Sviluppo Sostenibile è parte del Piano Mattei, priorità della politica estera del Governo italiano. Con questo strumento – ha detto Urso - vogliamo contribuire al conseguimento degli obiettivi di sviluppo, facendo leva sul settore privato e sulle progettualità interessanti per il mercato" L'Hub vedrà la luce nel 2025, con sede in Italia e la partecipazione di oltre 100 soggetti, tra governi, organizzazioni internazionali e aziende tecnologiche che hanno espresso interesse a lavorarci.

Alla sessione hanno preso parte, oltre ai membri G7, le organizzazioni UNDP e ITU, i Paesi outreach Egitto, India, Kenya, Tunisia e Paesi Bassi.Intervenuti anche i rappresentanti di 4 startup africane individuate dal Mimit e dall'UNDP nell'ambito delle attività dell'AI Hub: Nasrallah Hassan, Co-Founder Birrama (Etiopia), Tonee Ndungu, CEO Kytabu (Kenya), Marouen Hammami, CTO IrWise (Tunisia) e Karim Beguir, CEO InstaDeep (Tunisia).

Hanno partecipato, inoltre, i rappresentanti di alcune grandi aziende, nazionali e multinazionali, che hanno presentato ipotesi progettuali da far confluire all'interno dell'Hub: Julien Groues, Vice Presidente Amazon Web Services, Maximo Ibarra, CEO Engineering, e Farrukh Hussain, Investment Director Sony Group.

Urso ha firmato con l'UNDP, l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni e il Vice Ministro agli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, un Memorandum di collaborazione sull'AI Hub.

Incontro Urso- Raimondo,Segretario al Commercio Usa

Le relazioni bilaterali Italia-Usa in campo industriale sono state al centro di un colloquio tra il ministro delle imprese e del Made in Italy, Urso ed il Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Gina Raimondo che ha partecipato alla ministeriale G7.

Tra i temi al centro dell'incontro i semiconduttori e l'importanza di rafforzare la resilienza delle catene del valore strategiche, rendendole affidabili. Raimondo ha manifestato apprezzamento a Urso per la leadership italiana come presidente di turno del G7 e per l'impegno profuso nel dibattito sulla supply chain. Il ministro Urso ha ribadito che "se il Punto di contatto sui chip diventerà permanente all'interno del G7 potrà rivelarsi lo strumento giusto per affrontare poi anche altri aspetti, che hanno simili dinamiche, riguardanti la doppia transizione green e digitale e poi l'automotive".  Il ministro Urso e il Segretario al Commercio Usa Raimondo hanno discusso poi delle prospettive di un ulteriore rafforzamento della collaborazione industriale tra i due Paesi, con riferimento in particolare alla farmaceutica e al settore spaziale.

Attualmente in Italia sono presenti 3.247 imprese con investimenti statunitensi. In totale hanno generato 399.652 posti di lavoro e un fatturato di oltre 199,2 miliardi di euro. "Credo ci siano ulteriori opportunità di cooperazione, grazie alla complementarità tra le nostre due economie e alle rispettive ambizioni in termini di attrazione di capitali", ha dichiarato Urso.

Presente all'incontro bilaterale anche l'ambasciatore statunitense in Italia, Jack Markell. Il ministro Urso e il Segretario al Commercio Usa Raimondo hanno  partecipato all'evento "How U.S. Commercial Service and Invitalia Engagement Supports U.S. Companies in Italy", promosso da Invitalia presso l'Ambasciata degli Stati Uniti d'America in Italia.

Documenti

Al seguente link, il comunicato finale della seconda ministeriale G7 sull'Industria e l'Innovazione Tecnologica:

https://www.mimit.gov.it/en/media-tools/news/g7-industry-and-technology-ministers-convene-in-rome-to-advance-industrial-competitiveness-digital-innovation-sustainable-digital-transformation

 

 

 

 

 

 

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