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Mostre: al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia “Miti greci per principi dauni”. Venticinque reperti archeologici restituiti all’Italia

25 novembre 2024

"Miti greci per principi dauni", e' il titolo della mostra al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, aperta sino al 16 marzo del prossimo anno. La mostra celebra la restituzione all'Italia di 25 reperti archeologici, tra cui un importante gruppo di vasi apuli e attici a figure rosse, recuperati nell'ambito di una riuscita operazione di diplomazia culturale condotta con i Carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale e finora conservati nelle collezioni di antichità classica dell'Altes Museum di Berlino.

Tra gli oggetti in mostra un gruppo di straordinari vasi a figure rosse di grandi e medie dimensioni - ben attribuibili per caratteristiche stilistiche ad alcuni dei ceramografi più noti e prolifici, attivi nella seconda metà del IV secolo a.C., come il Pittore di Dario e il Pittore dell'Oltretomba -, e due vasi attici, prodotti cioè nella regione di Atene, e uno lucano pure appartenenti al rimpatrio da Berlino. Oggetti di lusso prodotti essenzialmente per essere deposti nelle tombe e decorati con scene mitologiche. Grazie a un allestimento immersivo e accessibile, le opere raccontano la loro storia e quelle degli dei e degli eroi in essi raffigurati. Il progetto espositivo, a cura di Luigi La Rocca, Massimo Osanna e Luana Toniolo, nasce nell'ambito dell'Accordo di cooperazione culturale siglato lo scorso 13 giugno a Berlino tra i Ministeri della Cultura italiano e tedesco, la Fondazione per l'Eredità Culturale della Prussia (SPK) e l'Altes Museum di Berlino.

Grazie a questa intesa, raggiunta a valle di un importante lavoro delle Procure della Repubblica di Roma e Foggia e dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, oltre che degli uffici del Ministero della Cultura, rientra definitivamente in Italia un importante gruppo di vasi, provenienti dalla Puglia settentrionale, area abitata dall'antica popolazione dei Dauni. In virtù della provenienza daunia, i materiali torneranno poi in Puglia e saranno assegnati definitivamente all'istituendo Museo di Foggia presso Palazzo Filiasi, all'esito dei lavori di restauro e adeguamento funzionale attualmente in corso e finalizzati alla realizzazione di un museo dedicato proprio alle attività di contrasto al fenomeno dello scavo clandestino e della illecita esportazione di beni archeologici.

Il nucleo di reperti compariva nell'elenco di beni trafugati dal noto trafficante d'arte Giacomo Medici, condannato nel 2009 per traffico illecito di beni culturali. In base alle indagini, fu prima acquisito da una famiglia svizzera (collezione Cramer) e poi venduto all'Altes Museum dal commerciante di antichità Christopher Leon, per 3 milioni di marchi nel 1984. Con l'occasione e in virtù del dialogo virtuoso tra Italia e Germania, è stato avviato un programma di prestiti di opere a lungo termine con lo stesso museo berlinese, grazie alla collaborazione dei Parchi archeologici di Paestum e Velia e del Museo archeologico nazionale di Napoli.

 "Il Museo di Villa Giulia già custode del celebre Cratere di Eufronio dal 2009 al 2015, simbolo del successo delle politiche di diplomazia culturale del nostro Paese, rappresenta il luogo ideale per celebrare il ritorno di questo significativo gruppo di reperti archeologici, finora conservati all'Altes Museum", ha detto Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale.   "Questi vasi straordinari, con le loro affascinanti narrazioni mitologiche,- ha aggiunto-  saranno ora protagonisti, prima di tornare definitivamente in Puglia, di due importanti mostre che ne potranno esaltare il valore storico e culturale. Con l'occasione e in forza del proficuo dialogo tra Italia e Germania, è stato inoltre avviato- ha sottolineato -  un programma di prestiti di opere a lungo termine con lo stesso museo berlinese, grazie alla collaborazione dei Parchi archeologici di Paestum e Velia e del Museo archeologico nazionale di Napoli. Una iniziativa che non solo conferma la qualità dell'impegno dell'Italia per la protezione del patrimonio culturale, ma che dà vita ad un ampio programma di valorizzazione e fruizione integrata"

Per l'Ambasciatore tedesco in Italia, Hans-Dieter Lucas: "La restituzione di questi manufatti è in linea con la posizione di principio dei Musei Berlinesi nei confronti delle antichità e rappresenta un altro bell'esempio per la già esemplare cooperazione tra Germania e Italia nel settore della tutela e della restituzione di beni culturali. Abbiamo un interesse comune a proteggere i beni culturali con valore identitario da saccheggi, scavi illegali, furti e contrabbando. Poiché il furto e il contrabbando di opere d'arte e beni culturali non creano solo ingiustizia e danni materiali, già di per sé gravi, ci privano anche dell'opportunità di conoscere meglio la tradizione, i proprietari e gli ideatori di questi reperti".

 

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