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C'è una strategia italiana per garantire una governance responsabile ed inclusiva dell'Intelligenza Artificiale: e' contenuta nel documento curato da un Comitato di esperti con il supporto dell'Agenzia per l'Italia Digitale e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale e reso pubblico a poche settimane dall'inizio delle audizioni in Commissione, al Senato, del disegno di legge sull'Intelligenza Artificiale.
Nel documento è sottolineata l'esigenza di consolidare e rafforzare le proprie posizioni di rilievo scientifico a livello globale, con la consapevolezza che "in un sistema così dinamico, qualsivoglia flessione porterebbe a dissipare rapidamente il prezioso bagaglio di competenze acquisite nel corso degli anni". Al contempo, affiora la necessità di saper interpretare queste tecnologie come un'opportunità per valorizzare la nostra forte tradizione industriale, innovando in sintonia con le peculiarità che ci rendono unici a livello internazionale.
Gli investimenti connessi ad una tale visione dovranno interessare tutte le aree e i possibili ambiti di applicazione, con particolare attenzione a quelli che hanno un ruolo prominente nel tessuto produttivo e sociale italiano: Ricerca, Pubblica Amministrazione, Imprese, Formazione e nell'ottica di promuovere ricerche congiunte con almeno un'altra nazione europea o extra europea.
Il ruolo della ricerca, in particolare a livello universitario, dovrà esercitare una forte influenza sul tessuto produttivo ed imprenditoriale che è piuttosto limitato a livello di progetti di IA. Mentre bisogna valorizzare il ruolo delle imprese ICT italiane quale elemento abilitante lo sviluppo di nuove soluzioni ed applicazioni di IA, nell'ambito di un grande paese industriale, qual è l'Italia, con una forte vocazione manifatturiera, all'avanguardia nell'innovazione e nell'automazione.
Altro ruolo di preminenza è attribuito alla Formazione: è necessario un programma di incentivazione di percorsi di reskilling e upskillin, per aggiornare e riqualificare i lavoratori pubblici e privati, per reinserirli efficacemente nel ciclo produttivo e, più in generale, per renderli utilizzatori consapevoli dei nuovi strumenti tecnologici. I programmi saranno indirizzati non solo a tecnici e funzionari amministrativi, bensì anche rivolti ai quadri dirigenziali. Bisogna pensare a una riorganizzazione complessiva per creare ambienti più stimolanti e più a misura delle esigenze dei lavoratori.
Non mancano i rischi, peraltro indicati nello stesso documento: e si riferiscono alla possibile "inerzia" delle amministrazioni nonché all'accentuarsi del "digital divide" e del pericolo della "omogeneizzazione".
La strada è stata tracciata , nella direzione, si auspica, di una "sovranità nazionale digitale" la cui espressione massima è rappresentata dall'Intelligenza Artificiale, e ispirata ad un Umanesimo digitale.
Il documento integrale
Strategia Italiana per l'Intelligenza Artificiale 2024-2026.
«Inizia una stagione nuova: l'Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue": lo afferma il ministro degli esteri nonche' vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani alla vigilia del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si svolgera' presso il castello di Alden Biesen in Belgio. Sara' la competitivita' Ue, ovvero modi e tempi per la crescita economia dell'Europa, al centro del vertice fortemente voluto da Italia e Germania.
Trovo alquanto significativo che nell'ambito del Vertice intergovernativo Italia-Germania, svoltosi a Roma la scorsa settimana, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrandosi con il Suo omologo , abbia confermato la "profondita"' delle relazioni tra i due Paesi che "trovano nella cultura uno dei pilastri piu' solidi e duraturi", sicche' "il dialogo culturale tra Italia e Germania e' una risorsa strategica da valorizzare oggi piu' che mai". Anche il Ministro Wolfram Weimer, ha ribadito Il "ruolo strategico della cultura".
L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo "rispetto" nel 2024, ha scelto "fiducia" come parola dell'anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale ed e' particolarmente interessante se connessa con il contesto del Made in Italy. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.
"L'Italia sta scomparendo", così Elon Musk , che ha fatto della natalita' uno dei suoi cavalli di battaglia, ha commentato i dati, nel suo social "X", sulla crisi demografica nel nostro Paese. Secondo le proiezioni Eurostat l'Italia passerà da 59 milioni di abitanti nel 2025 a 56 milioni nel 2050 e a 50 milioni nel 2100, mentre centinaia di migliaia di italiani emigrano ogni anno, ed entrambi i fenomeni creeranno non pochi problemi alla tenuta economica della Nazione.
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