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"L'Italia sta scomparendo", così Elon Musk , che ha fatto della natalita' uno dei suoi cavalli di battaglia, ha commentato i dati, nel suo social "X", sulla crisi demografica nel nostro Paese. Secondo le proiezioni Eurostat l'Italia passerà da 59 milioni di abitanti nel 2025 a 56 milioni nel 2050 e a 50 milioni nel 2100, mentre centinaia di migliaia di italiani emigrano ogni anno, ed entrambi i fenomeni creeranno non pochi problemi alla tenuta economica della Nazione.
In particolare secondo gli ultimi dati Eurostat del 2024, l'Italia ha registrato un calo demografico perché non è riuscita a "compensare la variazione naturale negativa con l'effetto positivo della migrazione netta", spiega l'ufficio statistico Ue. In pratica, le morti sono state più delle nascite e gli arrivi dall'estero non sono bastati a far crescere la popolazione. L'istituto italiano di statistica (ISTAT) registra che nel 2025, in base ai dati provvisori relativi al periodo gennaio-luglio, le nascite sono state circa 13mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2024: il calo è del 6,3 per cento, contro un -2,6 per cento dell'anno precedente. Anche il numero medio di figli per donna in età fertile continua a toccare nuovi record negativi.
Calano le nascite e si registra anche un'emigrazione che secondo l'ultima edizione del rapporto italiani nel mondo pubblicato dalla Fondazione Migrantes della Chiesa cattolica italiana, "e' diventata un fenomeno strutturale" tra il 2006 ed il 2024. "Dopo la crisi del 2008, gli espatri sono cresciuti costantemente, toccando nel 2024 il record storico di 155.732 partenze".
Sul dato dello scorso anno potrebbe aver influito il cambio di regole per l'iscrizione all'Aire, l'Anagrafe degli Italiani residenti all'estero. La tendenza, però, è solida e di lungo periodo. Nell'ultimo ventennio, hanno lasciato il paese 1,6 milioni di italiani mentre ne sono rientrati poco più della metà: il saldo negativo è di oltre 800mila persone, partite soprattutto da Lombardia, Nord Est e Mezzogiorno. All'inizio di quest'anno, gli iscritti all'Aire erano 6,4 milioni, pari quasi a un italiano su nove. Per la Fondazione Migrantes, si tratta di un "Italia fuori dell'Italia", che ha scelto di vivere soprattutto in Europa (destinazione del 76% degli espatri), Regno Unito, Germania e Svizzera in testa.
Le misure a favore della natalita', il primo e piu' importante fattore del marcato declino demografico, adottate, sin dal suo insediamento, dal governo a guida Meloni potranno avere effettivi positivi soltanto tra qualche anno solo se si continuera' su questa strada, implementandole con piu' sostegno economico alle famiglie; assegni familiari piu' generosi, detrazioni fiscali con quoziente famigliare per ridurre il carico fiscale; supporto alle coppie giovani; agevolazioni per i NEET, i giovani che non sono né occupati né inseriti in un percorso di istruzione o formazione. C'e' bisogno di una "strategia di attacco" ed uscire da quello di "contenimento".
«Inizia una stagione nuova: l'Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue": lo afferma il ministro degli esteri nonche' vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani alla vigilia del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si svolgera' presso il castello di Alden Biesen in Belgio. Sara' la competitivita' Ue, ovvero modi e tempi per la crescita economia dell'Europa, al centro del vertice fortemente voluto da Italia e Germania.
Trovo alquanto significativo che nell'ambito del Vertice intergovernativo Italia-Germania, svoltosi a Roma la scorsa settimana, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrandosi con il Suo omologo , abbia confermato la "profondita"' delle relazioni tra i due Paesi che "trovano nella cultura uno dei pilastri piu' solidi e duraturi", sicche' "il dialogo culturale tra Italia e Germania e' una risorsa strategica da valorizzare oggi piu' che mai". Anche il Ministro Wolfram Weimer, ha ribadito Il "ruolo strategico della cultura".
L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo "rispetto" nel 2024, ha scelto "fiducia" come parola dell'anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale ed e' particolarmente interessante se connessa con il contesto del Made in Italy. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.
Come non giudicare una buona notizia il crescente aumento dei centenari residenti in Italia, rilevato dall'Istat? E come non metterlo in relazione al sistema sanitario pubblico made in Italy? La risposta non puo' che essere positiva se si percorre la strada dell'anti-demagogia nel trattare il tema della sanita', non gia' a colpi di propaganda e di allarmismo, ma secondo i fatti, i numeri, come quelli "raccontati" dall'Istat: al 1° gennaio 2024, il nostro paese conta 22.552 centenari, un incremento significativo rispetto ai 17.252 del 2014, con un aumento di oltre il 30% in dieci anni.
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