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"Noi, il segreto" (Guida editore), l'ultimo romanzo di Annella Prisco, da pochi giorni in libreria, ci riserva non solo una storia di relazioni umane complesse e sorprendenti, ma anche una interessante carrellata sulle eccellenze italiane, paesaggistiche, gastronomiche e non solo. Lo sottolinea una recensione, a firma di Cesare Protettì, uscita nei giorni scorsi sul mensile BookReporter. Si comincia proprio dalle ambientazioni, come quella di Atrani dalla quale proviene la professoressa Graziella De Fusco, protagonista del romanzo. Siamo nel più piccolo paese della Costiera Amalfitana.
Borgo tra i Borghi più belli d'Italia, affacciato sul mare di Amalfi e ad essa contiguo. Graziella accetta un incarico di docenza e deve trasferirsi a Milano. Nel viaggio in treno verso il Nord sul treno incontra Francesco il diacono che cura la biblioteca della storica Abbazia di Montecassino, uno scrigno d'arte e di sapere distrutta dagli Alleatine durante la seconda guerra mondiale e ricostruita qualche anno dopo "dov'era e com'era".
I monaci riuscirono a salvare i libri e gli incunaboli e anche opere d'arte lasciate in deposito nell'abbazia che era stato ritenuto un luogo sicuro. Sulla vicenda segnaliamo il piccolo, ma interessantissimo libro di Nando Tasciotti San Gennaro a Montecassino. Come fu salvato il Tesoro nella Seconda guerra mondiale). Il libro ricostruisce la rocambolesca storia delle tre piccole casse che nascondevano la meravigliosa collana, la preziosissima mitra (con oltre tremila diamanti, rubini e smeraldi) e vari calici dorati e gemmati del Tesoro di San Gennaro che costituiscono i principali capolavori orafi di uno dei Tesori più ricchi al mondo.
"Ravvivano il racconto di Annella Prisco (che è la figlia del grande scrittore Michele Prisco) i quadretti – scrive Protettì - di un'Italia che, da Nord a Sud, mette in luce tutte le sue bellezze, tradizioni, eccellenze anche gastronomiche e tipicità. La scrittrice porta il lettore – man mano che la trama del romanzo si dipana – tra gli odori della trattoria teatina "Lo Scoiattolo" e, più avanti, tra i sapori a Roma della "Matriciana", una trattoria nata a fine Ottocento, famosa per un piatto tipico della tradizione culinaria romana, i bucatini all'amatriciana (ma anche per il bucatino cacio e pepe, altra specialità della cucina laziale). Qui la prof. Graziella porta i suoi studenti la sera prima della visita a Montecassino. E' un locale storico d'Italia che ha ospitato negli anni celebri personaggi del panorama culturale e lirico, proprio perché situata dirimpetto a un Teatro che, sul suo celebre palcoscenico, ha da sempre accolto balletti, concerti e opere provenienti da ogni parte del mondo.
Ad Atrani al ristorante Le Arcate Marta potrà assaggiare il "sarchiapone", il piatto tipico del luogo innaffiato da un buon Aglianico rosso. È una ricetta piuttosto elaborata: una zucca verde lunga va svuotata e poi farcita di carne tagliata a piccoli pezzi, uova e ricotta, per poi essere ricoperta di sugo di pomodoro e infornata. Sempre ad Atrani, Marta e Graziella, gustano il pasticciotto atranese, tipica specialità della Costiera farcita con crema e amarene, accompagnata da una cioccolata fumante. Da gustare con gli occhi, invece, il tratto di strada che dopo Vietri sul Mare si avvia in direzione di Cetara: il golfo affascina tutti, con i vari borghi abbarbicati sulle rocce a strapiombo sul blu. Un po' più avanti, ad Amalfi, Annella Prisco ci porta all'Hotel Luna di Amalfi, a poca distanza dal centro, una delle perle della Costiera Amalfitana. E' ospitato in un convento fondato agli inizi del 1200 da San Francesco d'Assisi. Tra l'altro, tutte le camere che circondano l'antico Cortile sono dotate di splendide decorazioni.
Non mancano, nel romanzo, anche sprazzi di cucina e ambienti milanesi come il bar Vailati, con la sua saletta accogliente e raccolta, adattissima a fare quattro chiacchiere in santa pace, e con il suo irresistibile banco pasticceria. O il ristorante Valentino Vintage, con cucina raffinata servita in una bella sala con il soffitto a volta. E in questa ideale carrellata non poteva mancare il mitico ristorante Savini".
Tra i luoghi insoliti di questa nostra bellissima Italia, Annella Prisco, ci porta anche al Museo della Lettera d'amore di Torrevecchia teatina, a Palazzo Valignani, in provincia di Chieti dove sono raccolte permanentemente oltre 25mila lettere d'amore, ma anche missive d'affari e di amicizia. "Epistolari e carteggi preziosi – ha scritto Mary Attento su Pannunzio Magazine - perché mantengono la memoria… tanti e tutti messaggi speciali, densi di emozione, gratitudine e passione, che esaltano il potere della parola scritta cartacea rispetto a un istanteneo ed effimero sms, o un whatsapp, una mail, un post nell'era dei social media. Messaggi risalenti a varie epoche e provenienti da ogni parte del Pianeta, raccolti in un archivio in via di digitalizzazione". La lettera più antica, al momento, è del 1830, ma ce ne dovrebbero essere anche alcune del 1700. Nel 2013 i Papaboys, poi, hanno solennemente donato al Museo le lettere e i biglietti che erano stati indirizzati a papa Giovanni Paolo II dai fedeli di tutto il mondo, per cui nel percorso museale è stata intitolata al Santo una sala speciale, che è la più grande del Museo. Buona lettura! Presentazioni del libro di Annella Prisco sono già previste a Napoli, Pesaro, Milano, Roma e Cassino.
Annella Prisco, "Noi, il segreto", Guida editore, 2024
«Inizia una stagione nuova: l'Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue": lo afferma il ministro degli esteri nonche' vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani alla vigilia del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si svolgera' presso il castello di Alden Biesen in Belgio. Sara' la competitivita' Ue, ovvero modi e tempi per la crescita economia dell'Europa, al centro del vertice fortemente voluto da Italia e Germania.
Trovo alquanto significativo che nell'ambito del Vertice intergovernativo Italia-Germania, svoltosi a Roma la scorsa settimana, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrandosi con il Suo omologo , abbia confermato la "profondita"' delle relazioni tra i due Paesi che "trovano nella cultura uno dei pilastri piu' solidi e duraturi", sicche' "il dialogo culturale tra Italia e Germania e' una risorsa strategica da valorizzare oggi piu' che mai". Anche il Ministro Wolfram Weimer, ha ribadito Il "ruolo strategico della cultura".
L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo "rispetto" nel 2024, ha scelto "fiducia" come parola dell'anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale ed e' particolarmente interessante se connessa con il contesto del Made in Italy. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.
"L'Italia sta scomparendo", così Elon Musk , che ha fatto della natalita' uno dei suoi cavalli di battaglia, ha commentato i dati, nel suo social "X", sulla crisi demografica nel nostro Paese. Secondo le proiezioni Eurostat l'Italia passerà da 59 milioni di abitanti nel 2025 a 56 milioni nel 2050 e a 50 milioni nel 2100, mentre centinaia di migliaia di italiani emigrano ogni anno, ed entrambi i fenomeni creeranno non pochi problemi alla tenuta economica della Nazione.
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