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Macris e la presenza greca a Messina-Tra passato e presente culturale

23/01/2025

Il saggio storico-testimonial di Daniele Macris, "I greci di Messina', una "rapida, agile ed informata panoramica" sulla presenza greca nella città dello Stretto , dal Medioevo ai nostri giorni, è degna di essere collocata nelle opere della tradizione culturale storica della presenza greca nel Mediterraneo nel quale Messina è crocevia fondamentale. Quella di Macris è un'opera meritoria per due essenziali motivi: il primo per le testimonianze, anche di immagini, sulla presenza greca a Messina nell'arco di quattordici secoli; il secondo per l'esplicita dichiarazione sulla non esaustività del lavoro compiuto che, quindi, ha bisogno di ulteriori


approfondimenti.  Si tratta, in sostanza, di una base sulla quale costruire nuovi studi con l'obiettivo di rendere accessibile alla conoscenza, in particolare, dei giovani del tempo presente, la valenza socio-culturale della presenza greca a Messina.

La lingua, in particolare, costituisce il viatico che conduce la tradizione culturale greca attraverso i secoli, alla modernità. È  la lingua che esprime e valorizza il patrimonio culturale che dà un'impronta ellenistica alla città ed una perenne vitalità  alla sua comunità greca. Una comunità composta sostanzialmente da tre nuclei: gli ellefoni originari della Grecia; gli ellefoni provenienti dalla Calabria meridionale; i greci locali rappresentati da un nucleo più antico di poche famiglie sopravvissute all'evento del terremoto del 1908.

Interessante l'analisi documentale di Macris sulla lingua: neogreca degli immigrati dalla Grecia;  il grecanico dei calabresi provenienti dalla Bovesia, l'area geografica dell'attuale città metropolitana di Reggio Calabria, ellenofona, localizzata attorno ai monti di Bova.

Il contributo dei Greci, per la loro costante presenza a Messina,  è  "visibile in ogni ambito, onomastico, toponomastico, folkloristico e tradizionale". Tale presenza si accompagna ad un manifesto e concreto rapporto di solidarietà che Macris riesce, con dovizia di particolari,  a documentare. Il riferimento è ai giorni dell'immane catastrofe che si è abbattuta sullo Stretto  il 28 dicembre del 1908. E lo fa attraverso una sapiente "rassegna stampa" dell'epoca.

"Si puo' parlare – scrive Macris – senza dubbio, di una mobilitazione nazionale greca al fianco delle popolazioni colpite, di cui non veniva dimenticata la comune origine, come spesso si legge in importanti articoli". 

Messina - secondo quanto documenta Macris traducendone alcune pagine dedicate proprio alla città  dello Stretto-  è  al centro di un romanzo storico di A.Petsalis Dhiomidhis, intitolato "I Maurolico", pubblicato nel 1948. Si racconta la saga della famiglia "maurolica", con un ramo messinese, a partire dal 1565 circa. È un romanzo, a cui tutti i manuali più autorevoli di letteratura neogreca, fanno cenno, anche se, commenta Macris, con "pareri discordi".

Molto attenzionata da Macris  la presenza a Messina degli studenti-universitari greci, dopo, la seconda guerra mondiale, con particolare riferimento al periodo dopo l'avvenuto colpo di stato in del 21 aprile 1967 che "viene ad alterare gli equilibri interni agli studenti greci, provocando una spaccatura tra studenti di destra, sostenitori della linea governativa, e studenti di sinistra, oppositori". Delle vicende che vedono protagonisti gli studenti-universitari tra la Grecia e Messina, Macris ne fa un ritratto "visto da sinistra", perchè, fra l'altro, sottolinea "della visione 'da destra' non abbiamo rintracciato nulla".

Altro tema sul quale Macris si sofferma , 'è la costituzione della Comunità  Ellenica dello Stretto che, secondo quanto scrive, "pone fine ad un lungo intervallo di ripiegamento, confusione e di dolorosa concentrazione sul proprio sopravvivere tra terremoto, guerre, dittature, difficoltà economiche e ricostruzione negata".

L'opera di Macris sulla presenza secolare greca a Messina, riempie sicuramente un "vuoto" di conoscenze e di informazioni attorno ad un "fenomeno" essenzialmente culturale che disvelando la sua natura spiega il presente e concorre a creare le premesse per un futuro migliore.

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